ROMA AETERNA

N O T I Z I E

d'interesse per gli amanti di Roma Antica e della Civiltà Romana

Raccolta di una selezione di notizie recenti, fra tutte quelle che sono state diffuse,
a partire dal 2010, sulle pagine "Roma Aeterna" di Facebook e Twitter


24-XI-2016: Convegno internazionale "La Baia di Napoli".

Nei giorni 5 e 6 dicembre 2017 si terrà a Napoli, nel Centro Congressi Federico II, il Convegno internazionale "La Baia di Napoli. Strategie integrate per la conservazione e la fruizione del paesaggio culturale", organizzato dalla Università di Napoli Federico II - Dipartimento di Architettura, Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio.

Il nutrito programma del convegno è stato articolato in sei sessioni tematiche da tenere in tre diverse sale del Centro Congressi, attivate in contemporanea.

Si riporta di seguito uno stralcio del programma, limitatamente alle presentazioni di argomenti di specifico interesse per gli amanti di Roma antica.

Lunedi 5 dicembre
Ore 9:00 - 10:30
Apertura del Convegno (Aula Magna)

ore 10:30 - 13:30
Sessione A.1 - Archeologia (Aula Magna)
Lucrezia Cascini, Francesco Portioli, Raffaele Landolfo, Renata Picone, S. Amodio - An integrated approach for the conservation of archaeological ruins: the case study of the South-East Colonnade of the Pompeii Forum
Umberto Sansone, Arianna Spinosa, Gianluca Vitagliano - Tutela e consevazione di un elemento connotante il paesaggio archeologico vesuviano: le fontane pubbliche della città antica di Pompei
Nicola Flora - Pompei come laboratorio di futuro
Serena Borea - II restauro delle Terme Suburbane come strategia di valorizzazione dell'area suburbana della città archeologica di Pompei
Barbara Del Prete - II sito UNESCO - Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata e l"Historic Urban Landscape'. Considerazioni e riflessioni
Bianca Ferrara - II paesaggio archeologico costiero da Stabiae a Sorrento: villae rusticae e villae d'otium
Carmela Ariano - II repertorio decorativo dei pavimenti delle ville di Stabiae
Giuseppe Feola - Archeologia partecipata nella Baia di Napoli. Lo scavo della Villa di Augusto a Somma Vesuviana tra istanze conservative e prospeltive di sviluppo turistico-culturale
Maria Luce Aroldo, Matteo Borriello, Alessio Mazza - Le maisons de plaisance di Portici e dei suoi dintorni nei disegni dell'architetto Pierre Adrien Paris (1745-1819) conservati presso la Biblioteca municipale di Besançon
Adiana Bernieri - Geografia e infrastrutture archeologiche. Morfologie e connessioni nel territorio vesuviano tra "città nelle città"
Gigliola Ausiello, Domenico Fornaro - I grandi sistemi voltati dell'antichità nell'area dei Campi Flegrei
Concetta Risfoli, Renata Esposito, Sossio Fabio Graziano, Claudia Di Benedetto, Alberto De Bonis, Piergiulio Cappelletti, Pierfrancesco TaIamo - Antiche malte nella Baia di Napoli: studio della Piscina Mirabilis
Sessione A.2 - Natura e geostoria (sala B)
Sossio Fabio Graziano, Claudia Di Benedetto, Vincenzo Guarino, Concetta Rispoli, Piergiulio Cappelletti - I geomateriali nel sito archeologico della "Necropoli della Porta Mediana" a Cuma

ore 14:30- 19:00
Sessione A.3 - Accumulazione culturale: Beni mobili e Beni immateriali (sala B)
Giovanna Greco, Marialucia Giacco, Maria LuisaTardugno - Riti, culti e devozione a Napoli tra V e II sec. a.C.
Elena Miranda De Martino - Iscrizioni, edilizia pubblica e consenso politico a Napoli nel I sec. d.C.
Valeria Pagnini - La costa flegrea: mito e memoria
Gioconda Cafiero - Museo e territorio, tra materialità ed immaterialità
Domenico Carro - Classis Misenensis. L'antica presenza navale romana quale importante fattore delle robuste tradizioni nautiche fiorite nella Baia di Napoli
Maria Amodio, Sara Caldarone, Renata Esposito, Stefania Febbraro, Riccardo Laurenza, Raffaella Pappalardo, Raffaella Pierobon, Lydia Pugliese - Carta archeologica delle produzioni ceramiche a Neapolis (IV a.C. - VII d.C.): uno strumento per la lettura e per la fruizione del paesaggio culturale della città antica

Martedi 6 dicembre
ore 9.30 - 13:30
Sessione A.1 - Archeologia (Sala A)
Giovanna Greco - Napoli, città cumana: all'origine dell'identità culturale della Baia di Napoli, in antico golfo cumano
Antonio De Simone - Valori formali e realtà funzionali delle ville costiere in Campania: I'eredità ellenislica e l'innovazione romana
Rossella Mazza - "La cd. Specola Misenate": rilievo e conoscenza
Silvia Crialesi - Aree archeologiche costiere nei Campi Flegrei tra storia e valorizzazione: il caso del teatro-ninfeo detto Sepolcro di Agrippina a Bacoli
Caterina De Vivo - Svelare I'invisibile: il patrimonio archeologico sommerso nella Baia di Napoli; il caso studio dei Campi Flegrei
Luigi Cicala, Gervaso Iluano - Paesaggio archeologico e paesaggi urbani tra Bacoli e Miseno
Giuseppe Alberto Centauro, Carmine Pellegrino, Guido lannone - La riscoperta del paesaggio culturale preromano nei Golfi di Napoli e di Salerno: mitografia, realtà archeobgica e valorizzazione futura
Bruna Di Palma - "Ruine parlanti". Temi progettuali per il paesaggio flegreo
Costanza Giaianella - La Baia di Cartaromana (Ischia), l'antica Aenaria, tra tutela e valorizzazione
Francesco Rispoli - II passato a venire
Chiara Barbieri - Memorie del futuro
Alessandro Castagnaro - Interventi borbonici ad Ischia tra architettura e paesaggio
Antonella Cangelosi - L'anfiteatro di Pozzuoli e I'anfiteatro Campano, "pietre miliari" nella storia della tutela in età borbonica in Sicilia
Francesca Coppolino - Intersezioni e continuità. Strategie progettuali per i frammenli archeologici e gli spazi urbani "in rovina" nel centro antico di Napoli
Bruno BillecI, Maria Dessì - I paesaggi del rudere in Sardegna, verso una pragettazione consapevole della rovina
Salvatore Sessa, Ferdinando Di Martino - Un GIS del rischio di degrado dei beni dell'area archeologica di Pompei
Marianna Mascolo - La fortificazione antisbarco della II Guerra mondiale nel Parco Archeologico di Cuma
Sessione B.3 - Esperienze. Strategie di fruizione del paesaggio culturale (Aula Magna)
Renata Picone - Pompei nella Baia di Napoli. II ruolo del restauro per la valorizzazione dell'area archeologica tra istanze di conservazione e di miglioramento della fruizione
Ferruccio Izzo, Vanna Cestarello - II Rione Terra di Pozzuoli: archeologia e spazi pubblici nella città alta
Alessio D'Auria - II sito UNESCO di Pompei e la sua buffer-zone: verso nuovi strumenti economici e modelli di governance per lo sviluppo turistico sostenibile

ore 14:30 - 18:30
Sessione B.2 - Interpretazioni. Paesaggi e paesaggio culturale (Sala B)
lole Nocerino - Ercolano tra archeologia, città e paesaggio: implicazioni visive, istanze di conservazione e valorizzazione del sito archeologico
Sessione B.3 - Esperienze. Strategie di fruizione del paesaggio culturale (Aula Magna)
Pasquale Miano - Strategie progettuali per le aree archeologiche nella Baia di Napoli

18:30 CONCLUSIONI (Aula Magna)


7-XI-2015: Convegno "La Battaglia delle Egadi"..

Dal 20 al 21 novembre 2015 si terrà a Favignana il Convegno internazionale di studi "La Battaglia delle Egadi", organizzato dalla Sovrintendenza del Mare della Regione Sicilia, per il tramite di Promo PA Fondazione - LuBec (Lucca Beni Culturali). Sede del convegno: ex Stabilimento Florio, ove verranno inaugurate le sale "La Battaglia delle Egadi", con i rostri e gli altri reperti ritrovati sui fondali delle acque della storica vittoria navale romana.
Il programma del convegno si articola sugli interventi dei seguenti studiosi: Luigi Fozzati ("Archeologia della guerra. Odio e morte sui fondali di mari, laghi e fiumi italiani"), Piera Anello ("Fra Cartagine e Roma"), William M. Murray ("The Battle of the Aegates Islands and Polybius’ Assessment of the First Punic War"), Domenico Carro ("La vittoria navale delle Egadi nella grande strategia di Roma"), Lorenzo Nigro ("Mozia e Cartagine"), Sebastiano Tusa ("La battaglia delle Egadi dalla dimensione del sogno alla realtà"), Jeffrey Royal ("The Battle of the Egadi Islands Site: Research and Observations through 2015"), Cecilia Buccellato ("Manifattura e metallurgia dei rostri delle Egadi"), George Varoufakis ("A metallurgical study of three iron bronze rams of the classcal, Hellenistic and Roman period"), Roberto Frasca ( Presentazione del progetto, con Sebastiano Tusa), Tommaso Gnoli ("I rostri delle Egadi: considerazioni vecchie e nuove sulle iscrizioni"), Jonathan Prag ("The Latin inscriptions on the rostra and their historical significance"), Francesca Oliveri ("I Questori riemersi"), Antonella Lo Porto ("I rostri nell’iconografia ellenistico romana"), Philippe Tisseyre ("Rifornire la flotta: economia di guerra per la Battaglia delle Egadi"), Lavinia Sole ("Prue rostrate sulle monete: riflessioni iconografiche"), Vincenzo Tusa ("Le armi della battaglia: su alcuni elmi dai fondali delle Egadi") Eugenio Caponetti ("Il contributo delle indagini chimico-fisiche alla lettura dei reperti archeologici con particolare riferimento a quelli della Battaglia delle Egadi") e Marco Bonino ("Triremi e quinquiremi durante la prima guerra punica").


27-IV-2015: Convegno "Il Porto e la Base Navale dell'Impero. Il potere di Roma e il Mediterraneo.".

Dal 4 al 6 maggio 2015 si terrà a Ravenna il Convegno "Il Porto e la Base Navale dell'Impero. Il potere di Roma e il Mediterraneo", organizzato dal Dipartimento Beni Culturali dell'Università di Bologna nell'ambito degli eventi culturali della "Settimana del mare" programmata in occasione del XIX Raduno Nazionale Marinai d'Italia. Sede del convegno: sala conferenze al 3° piano di Palazzo Strocchi, in via degli Ariani 1.
Comitato Scientifico: Prof. Antonio Carile, Amm. Div.(r) Domenico Carro, Prof. Anna Chiara Fariselli, Prof. Antonio Panaino, Prof. Giuseppe Sassatelli, On Dr. Elsa Signorino, C.Amm. GN (r) Dr. Alessandro Ronconi, Prof. Ferrino Fanti.
Comitato Organizzativo: Amm. Sq. (a) Dr. Paolo Pagnottella, C.V. (CP) Giuseppe Meli, Avv. Angelo Bartolotti, Pres. ANMI Ravenna Silvano Molducci, Dr. Paolo Ognibene, Dr. Antonio Penso, Ing. Marco Farinatti, Dr. Nadia Freddi, Nevio Ronconi.
Il programma particolareggiato, che include la presentazione dell'argomento Deceres Liburnicae - Le colossali navi imperiali della flotta di Ravenna, può essere scaricato in forma di documento pdf.


3-IX-2014: Conferenza "Fabri navales - Il progresso nelle costruzioni navali in epoca romana".

Martedì 16 settembre 2014, si terrà a Napoli, presso la sede della Lega Navale Italiana al Molosiglio, la seguente conferenza organizzata dal Centro Studi Tradizioni Nautiche (CSTN): "Fabri navales - Il progresso nelle costruzioni navali in epoca romana"; relatore l’Amm. Domenica Carro.
Inoltre, nell'arco della stessa settimana della conferenza, dal 14 al 21 settembre, nei locali della sezione LNI - Napoli sarà esposta la mostra NAVALES TABULAE (10 pannelli illustrativi), dono dello stesso Amm. Carro al CSTN.

Il Centro Studi Tradizioni Nautiche, istituito nel 1999 a Napoli dalla Sezione della Lega Navale Italiana, cura la raccolta, la conservazione e l’archiviazione di tutto il materiale, cartaceo, video ed elettronico, in grado di documentare la storia di tutte le attività dell’uomo che hanno sul mare il proprio campo d’azione. La Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana ha affidato al CSTN la sua biblioteca di circa 2400 volumi e la raccolta della rivista "Lega Navale" dal 1897 al 2014, l’unica completa esistente in Italia, della quale il CSTN sta curando la digitalizzazione. Per l’esclusività del materiale raccolto il CSTN è frequentato da studiosi, ricercatori e studenti universitari. Il CSTN cura inoltre la pubblicazione mensile del “Notiziario CSTN”, scaricabile on line e distribuito per posta elettronica ad una estesissima mailig list di lettori, in Italia e all’Estero. Per l'alto valore del suo impegno culturale, il CSTN ha conseguito importanti riconoscimenti ed accrediti, originati - fra gli altri - da: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Servizio Bibliotecario Nazionale (Polo di Napoli). Federazione Italiana Vela, oltre che dai pertinenti enti locali (Regione Campania, Provincia e Comune di Napoli).


16-V-13: Convegno internazionale Roma, Tevere, Litorale

Dal 29 al 31 maggio 2013 si terrà a Roma il Convegno internazionale "Roma, Tevere, Litorale: 3000 anni di storia, le sfide del futuro", organizzato congiuntamente dalla Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Roma, dal CROMA (Centro per lo studio di Roma) dell'Università di Roma Tre, dalla British School at Rome e dalla École française de Rome, in collaborazione con il CITERA (Centro Interdipartimentale Territorio Edilizia Restauro Ambiente) dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e dal Royal Netherlands Institute at Rome.

Il Convegno si terrà in tre diverse sedi:

Mercoledì 29 Maggio: Università di Roma Tre, Facoltà di Economia
Sezione I - L’ambiente e il paesaggio naturale e agroforestale:
stato delle conoscenze, progetti di ricerche e valorizzazione del territorio in geologia, idrologia, bioclimatologia. Ricerca attuale e futura su fauna e paesaggio vegetale.

Giovedì 30 Maggio: Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Roma, Teatro di Palazzo Altemps
Sezione II - Cultura, Società e Sviluppo urbanistico nel corso della Storia:
ricerca attuale e futura, valorizzazione, sugli insediamenti e le società umane nel territorio, dalle origini all’inizio del XXI secolo.

Venerdì 31 Maggio: British School at Rome, Via Gramsci, 61
Sezione III - I sistemi economici antichi e moderni:
ricerca attuale e futura, valorizzazione, sugli scambi commerciali; lo sfruttamento delle risorse e il lavoro.
Sezione IV - Le sfide del presente, opportunità e indirizzi:
- esperienze a confronto; - opportunità e indirizzi per il futuro del territorio tra Roma, Tevere e mare

Il programma particolareggiato può essere scaricato in forma di documento pdf dal sito della École française de Rome.


11-IV-13: Convegno di Archeologia Subacquea.

Sull'onda del vasto successo riscosso l'anno scorso, è stato programmato a Gaeta, dal 20 al 28 aprile, il 2º Festival Internazionale dell’Editoria del Mare, organizzato dalla Libreria Internazionale il Mare (Roma) in collaborazione con l’Associazione Culturale il Mare, nell’ambito dello Yacht Med Festival, l'importante Fiera Internazionale dell’Economia del Mare ideata dalla Camera di Commercio di Latina e giunta ora alla sua 6^ edizione. Mentre quest'ultima manifestazione è stata ufficialmente presentata il 5 aprile nel Tempio di Adriano, lo specifico programma del Festival dell'Editoria del Mare è stato illustrato il 21 marzo presso la Libreria il Mare, con la presenza di tutti coloro che vi forniranno un proprio contributo.
Il 2° Festival Internazionale dell’Editoria del Mare avrà come protagonista principale il libro; coinvolgerà autori, editori e riviste che si occupano di editoria del mare in tutti i suoi aspetti: dalla storia all'archeologia subacquea, dalla letteratura alla saggistica, dalla navigazione alle costruzioni navali, ecc. Fra gli eventi in programma, oltre alla mostra "Libridimare Libridamare" presso la Nave Scuola "Giorgio Cini" della Guardia di Finanza, al 2º Premio Internazionale dell’Editoria del Mare ed al Convegno Internazionale "Piri Reis, la Cartografia Antica, Il Mediterraneo e oltre", il Festival includerà un convegno di specifico interesse dei cultori della storia di Roma antica.
Il 25 aprile, a partire dalle ore 10, è infatti programmato un Convegno di Archeologia Subacquea, abbinato alla prima esposizione al di fuori della Sicilia di due dei dieci antichi rostri navali recentemente rinvenuti nelle acque delle isole Egadi. Si tratta dei robusti speroni in bronzo che erano fissati sulla prora delle navi dell’antichità classica, e che non erano mai stati trovati in precedenza, tranne che per un solo esemplare rinvenuto nel Mediterraneo orientale. Il convegno, organizzato a cura del Comando generale della Scuola Nautica della Guardia di Finanza e condotto dalla giornalista e scrittrice Giulia D’Angelo, verterà soprattutto sul predetto ritrovamento di rostri e di altri reperti subacquei nella zona di mare che fu il teatro della memorabile battaglia navale combattuta nel 241 a.C fra la flotta romana e quella cartaginese, e che si concluse con la schiacciante vittoria dei Romani, ponendo così termine alla prima Guerra Punica e dando l’avvio all’espansione marittima di Roma su tutte le sponde del Mediterraneo.
Relatori: Domenico Carro (esperto di storia navale dell’antica Roma), Sebastiano Tusa (Direttore della Soprintendenza del Mare, Regione Sicilia), Annalisa Zarattini (Funzionaria della Soprintendenza del Lazio per i relitti subacquei), Claudio Mocchegiani Carpano (Docente di archeologia subacquea), Giovanni Gallo (Restauratore e Direttore della Società Legni e Segni della Memoria). Con la partecipazione dello scrittore e regista Folco Quilici e con la proiezione di filmati sull’archeologia subacquea.
Collegamenti per informazioni più particolareggiate:
- sulla presentazione del 6° Yacht Med Festival
- sul "varo" del 2° Festival dell'Editoria del Mare
- sul Convegno di Archeologia Subacquea (file pdf).


7-XII-2012: Convegno per il bimillenario caligoliano.

Nell’ambito delle celebrazioni del bimillenario della nascita di Caio Cesare Germanico, oggigiorno più conosciuto con il suo nomignolo infantile Caligola, è stata organizzata a Roma una giornata di studi dedicata a questo considerevole ma controverso imperatore.
Il convegno si terrà nella mattinata del 12 dicembre 2012, a partire dalle 9.30, presso il Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme.
All’evento, presieduto da Rita Paris (Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma - Palazzo Massimo), presentato da Mariarosaria Barbera (Soprintendente per i Beni Archeologici di Roma) ed introdotto da Elena Calandra (Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio), parteciperanno i più noti fra gli studiosi che hanno fornito un proprio contributo al volume “Caligola - La trasgressione al potere" in corso di approntamento quale approfondimento delle varie tematiche legate alla figura del giovane imperatore, nonché quale catalogo delle due mostre organizzate per il bimillenario caligoliano presso il Museo delle Navi di Nemi ed il Museo Civico Archeologico di Anzio.
In tal modo la giornata di studi del 12 dicembre viene intesa anche come un ponte lanciato dalla Capitale verso Anzio e Nemi, ovvero verso due località particolarmente frequentate da Gaio Cesare, la prima in quanto città natale del principe e sede di una villa imperiale ch’egli predilesse, la seconda per il culto di Diana e per il suo lago, in cui furono ritrovate le due grandiose navi costruite ed utilizzate dall’imperatore per finalità di culto e lusorie.
L'articolazione particolareggiata del convegno è delineata nel relativo. Programma (file pdf).


15-V-2012: Nemi ieri e oggi: giornata al Museo delle Navi Romane.

Il 19 maggio 2012, in occasione della Notte dei Musei, presso il Museo delle Navi Romane di Nemi si terrà una giornata dedicata alla figura di Guido Ucelli di Nemi, colui che recuperò dalle acque del lago di Nemi le due navi dell'imperatore Caligola, esposte nel Museo dal 1939 al 1944, anno in cui vennero distrutte da un incendio. Verranno presentate due recenti pubblicazioni, dedicate alla sua figura: una biografia di Guido Ucelli e un volume contenente una raccolta di suoi scritti sull'impresa di Nemi.
Con l'occasione verranno esposte al pubblico alcune iniziative che il Museo sta portando avanti con Enti, Associazioni e Istituti: il Politecnico di Milano, che da anni collabora con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio sia al Museo che al Santuario, il Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano, che conserva molti documenti inediti di Guido Ucelli, l'Università Roma 3, il Gruppo Archeologico Ambrosiano di Milano e l'Associazione "Apiaria", che sta realizzando un percorso per ipo e non vedenti all'interno del Museo. Verrà inoltre presentato un progetto di divulgazione on line del patrimonio museale già realizzato presso alcuni musei europei.
Seguirà una visita guidata al museo e nel pomeriggio, alle 16 al Santuario di Diana.
Infine alle ore 20, nell'ambito della manifestazione "La Notte dei Musei" il gruppo "Il vaso di Pandora", costituito da giovani archeologhe e storiche dell'arte, leggerà alcuni brani antichi e moderni sulla figura di Caligola, di cui nel 2012 ricorre il bimillenario della nascita, coinvolgendo anche il pubblico in una sorta di "processo all'imperatore".

Il relativo invito, con il programma particolareggiato dei predetti eventi è contenuto nella seguente locandina (documento pdf)..


14-V-2012: Lineamenti di Storia Navale dell'Antica Roma.

Nel periodo dal 17 maggio al 7 giugno 2012, presso la Libreria Internazionale il Mare (Roma, Via Ripetta 239), si terrà il corso "Come il Mediterraneo divenne Mare Nostrum" (lineamenti della storia navale di Roma antica), organizzato dalla stessa libreria in collaborazione con l'Associazione Culturale il Mare, ed articolato su quattro lezioni di due ore, tenute con cadenza settimanale nel tardo pomeriggio di ogni giovedì, dalle 18.30 alle 20.30. Nell’ambito del corso saranno illustrate sia le imprese navali compiute dai Romani lungo le varie fasi storiche che vanno dalle origini di Roma al secolo di Augusto, sia gli aspetti salenti dello strumento navale romano e del suo impiego, con particolare riferimento alla grande strategia messa a punto dal Senato ed alle tattiche innovative adottate dalle forze marittime romane per imporsi sulle maggiori potenze navali del mondo antico. Non si tratterà di conferenze pubbliche, ma di un corso la cui frequenza è riservata agli iscritti.

Il programma si svilupperà come segue:

1. Il potere marittimo (17 maggio)
    Dalla palude del Velabro al dominio del Mediterraneo occidentale:
    • il carattere marittimo di Roma, le sue navi e le sue flotte vittoriose sulla maggiore potenza navale dell'epoca (I guerra Punica)
    • l'innovativa e risolutiva strategia navale adottata dai Romani contro l'invasione annibalica (II guerra Punica)

2. L'espansione transmarina (24 maggio)
    La proiezione della potenza di Roma sul mare ed oltremare:
    • l'oculato esercizio dell'egemonia navale romana nel Mediterraneo orientale (guerre Illiriche, Macedoniche e Siriaca)
    • il rafforzamento e la difesa delle acquisizioni oltremare (III guerra Punica, guerra Achea, guerre Mitridatiche)

3. Il dominio del mare (31 maggio)
    L'imperium maris nel Mediterraneo e nell'oceano Atlantico:
    • le guerre contro i pirati e l'estensivo uso delle flotte militari e mercantili da parte di Pompeo per il controllo dei mari e l'approvvigionamento di Roma
    • la penetrazione romana nell'Oceano, gli sbarchi in Britannia e le altre imprese navali di Cesare

4. La Pax Augusta (7 giugno)
    L'instaurazione e la difesa della pace sulla terra e sui mari:
    • il ripristino della sicurezza dei traffici navali nei mari d'Italia (guerre Sicula e Dalmatica)
    • l'annientamento dell'ultima minaccia navale di stampo ellenistico (guerra Aziaca) e le successive misure a tutela della libertà della navigazione e della stabilità dell'Impero

Inoltre:
• il corso potrà eventualmente essere seguito da un sopralluogo e visita guidata agli scavi di Ostia Antica
• alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Per le iscrizioni occorre contattare la libreria: recapiti e costi nel volantino corsoMareNostrum.pdf .
Maggiori elementi sul corso (ma con date e costi non ancora aggiornati) sono indicati nel seguente articolo di "Mare Magazine": "La Storia Navale dell’Antica Roma in libreria",
nonché in questa pagina del sito della libreria: "Eventi de Il Mare".


27-XI-2011: Trovato l'antico faro del porto imperiale di Roma.


L'imboccatura del porto imperiale di Roma
(particolare - ribaltato specularmente - di una
ricostruzione pittorica cinquecentesca),
con il faro e la statua ciclopica di Nettuno.
Nella presentazione dei risultati delle recenti ricerche nell'area fra l'aeroporto di Fiumicino ed il Tevere, laddove sorgeva il grande complesso portuale marittimo della Roma imperiale, è stata riferita l'avvenuta localizzazione dell'intera estensione dei due moli che delimitavano il vasto bacino di Claudio, nonché di buona parte (il contorno del lato interno, cioè il lato nord-est) dell'isola artificiale posta davanti all'imboccatura del porto e sulla quale si ergeva l'imponente faro che aveva soppiantato per importanza quello di Alessandria.

Questi risultati, desunti dall'analisi della totalità dei dati emersi dalle indagini archeologiche (scavi e carotaggi) condotte negli anni 2001-2007, sono stati ora pubblicati nel seguente testo a carattere scientifico, non ancora reperibile in commercio:
Cinzia Morelli, Alfredo Marinucci e Antonia Arnoldus-Huyzendveld, Il Porto di Claudio: nuove scoperte, in "Portus and its hinterland: recent archaeological research", a cura di Simon Keay e Lidia Paroli, Archaeological Monographs of The British School at Rome, Londra, 2011, pp. 47-65.
In particolare, tale studio fornisce un quadro complessivo degli elementi acquisiti nei vari punti sottoposti ad indagine, fornendo anche alcune informazioni sulla natura dei materiali rinvenuti: non manca, naturalmente, la pozzolana, largamente usata dai Romani quale cemento idraulico per le loro opere marittime sommerse.
Il risultato più significativo dello studio è la piena conferma dell'attendibilità delle testimonianze scritte e dei disegni provenienti dai secoli XV- XVII, quando gran parte dei resti dell'antico porto imperiale dell'antica Roma erano ancora ben visibili, ancorché parzialmente interrati.
Le sole differenze rilevate sono nelle proporzioni, che risultano nella realtà più allungate rispetto ai disegni rinascimentali, e nella conformazione non perfettamente simmetrica dei due moli frangiflutti e dell'isola con il faro: quest'ultima si trova infatti leggermente più a nord dell'asse mediano del bacino, ed in posizione poco più esterna rispetto al molo meridionale e molto più esterna rispetto a quello settentrionale, posizione che conferma peraltro la sua funzione di antemurale.
Quanto ai due moli, essi sono pressoché paralleli prima di convergere con ampia curva verso l'interno: in totale essi hanno una lunghezza di circa 1.600 m (molo settentrionale) e 1.320 m (quello meridionale), delimitando un bacino la cui superficie è di oltre 200 ettari.

La comprovata esistenza di una vera e propria isola artificiale con la duplice funzione di sorreggere il grande faro e di proteggere la bocca del porto, separandone i due ingressi principali, costituisce anche una confortante conferma dell'attendibilità delle fonti antiche.
A questo proposito, il citato studio valuta che, se risultano confermate le notizie fornite da Svetonio (Claud. 20, 3) e Cassio Dione (60, 11, 1-5), appare di conseguenza smentito Plinio il Vecchio (Nat. Hist. 16, 201-2), dal quale dovremmo desumere che il faro si trovasse sul molo meridionale. Ma probabilmente anche Plinio è stato perfettamente corretto nel riferire i suoi dati. In effetti, nel libro XVI della sua Naturalis Historia, egli dice che la gigantesca nave di Caligola, giunta da Pozzuoli, si era ormeggiata nel nuovo porto marittimo di Roma, ancora in costruzione (si tratta del porto di Claudio, ch'egli chiama "Ostiensis portus"), ed era talmente grande da occupare buona parte del lato sinistro del porto stesso. Poi aggiunge che la nave venne affondata colà ("ibi"), intendendo evidentemente riferirsi alla località (Ostiensis portus) e non al posto di ormeggio. Nel libro XXXVI lo stesso Plinio precisa che la nave venne affondata "a beneficio" del porto ("portus gratia"), il che ha senso proprio per l'isola del faro, che proteggeva il bacino di Claudio dalle libecciate e ne segnalava l'ingresso ai naviganti. Com'è noto, infatti, la massiccia nave affondata con un carico di pozzolana fu il robusto nucleo attorno al quale gli ingegneri romani poterono costruire l'isola artificiale per erigervi il faro.

Va infine detto che il predetto studio - relativo, come si è detto, ai soli dati acquisiti fino al 2007 - accenna all'avvenuto avvio, nel luglio 2008, di una campagna di scavo focalizzata proprio sull'isola-faro. Sono quindi da attendersi nuovi e preziosi dati su questa importante struttura.

Ulteriori informazioni sono reperibili nello splendido sito (in inglese) "OSTIA - Harbour City of Ancient Rome", in particolare per quanto concerne la posizione dell'isola e le caratteristiche del grande faro di Claudio.


17-XI-2011: V edizione del Premio FORMA VRBIS sul Campidoglio.

Fin dal 2007 la casa editrice E.S.S. Editorial Service System Srl ha istituito il Premio FORMA VRBIS, facendosi promotrice di un'iniziativa intesa a dare l'opportunità a giovani studiosi di archeologia di pubblicare e divulgare i risultati delle proprie ricerche sul mensile archeologico romano "FORMA VRBIS. Itinerari nascosti di Roma antica".

Com'è ben noto a tutti, l'archeologia costituisce, nella sua affascinante complessità, una delle principali risorse del nostro Paese; quella relativa a Roma rappresenta poi indubbiamente la maggiore fonte di dati culturali relativi al mondo antico in nostro possesso. Risulta pertanto particolarmente opportuno incentivare con un riconoscimento i giovani studiosi che si accingono a intraprendere una carriera tanto difficile ma anche tanto utile, sia al nostro Paese, sia alla cultura mondiale.

Così è nato il Premio e questo è lo spirito che ha, a suo tempo, animato il suo fondatore, l'editore Luciano Pasquali, venuto a mancare purtroppo il mese scorso e a cui da quest'anno viene intitolata l'iniziativa, giunta alla sua V edizione. La premiazione verrà, pertanto, celebrata il 6 dicembre pomeriggio presso la Protomoteca del Campidoglio, luogo che ha visto nascere la nostra rivista, e per questo tanto caro al suo fondatore. Il tema dell'evento sarà quindi il "Mecenatismo culturale", quale omaggio all'editore Luciano Pasquali, che ha perfettamente incarnato, in 16 anni di vita della rivista archeologica FORMA VRBIS, la figura di un moderno Mecenate, dalle molteplici iniziative le cui ricadute sono sempre state particolarmente importanti ai fini culturali e scientifici.

Durante la manifestazione le autorità politiche e della cultura (fra gli altri interverrà Gabriele Lavia, Direttore del Teatro di Roma) premieranno con piccole borse di studio i seguenti primi cinque classificati al concorso rivolto a giovani archeologi:
1) Astrid D'Eredità per l'articolo: Archeologia sotto le città. Esperienze di musealizzazione di siti sotterranei nel mondo
2) Fiammetta Soriano e Lianka Camerlengo per l'articolo: Le mura di Grumentum. Aspetti epigrafici, topografici e archeologici
3) Francesca Pizzi e Giovanni Speranza per l'articolo: I Fire Festival. Fenomeni di continuità fra ritualità pagana e culti cristiani nella chora locrese
4) Massimiliano Nuzzolo per l'articolo: Benevento. L'Iseo dimenticato e le streghe del Sannio
5) Giuseppe Bordonaro per l'articolo: Monte Falcone e Monte Carrozza. Un insediamento indigeno al confine tra il mondo fenicio-punico e quello greco

V edizione del Premio FORMA VRBIS "Luciano Pasquali"
Martedì 6 dicembre 2011, ore 16.00 - 19.00
Protomoteca Capitolina (Piazza del Campidoglio 1, Roma)
Info: 06.710561 fax 06.71056230 email: info@editorial.it


5-XI-2011: Navi e strutture portuali dell'Isola Sacra.

Ulteriori importanti scoperte sono state fatte nell'area dell'Isola Sacra prossima al Tevere, laddove gli archeologi stanno continuando gli scavi esplorativi in vista della prevista costruzione di un pilastro del nuovo Ponte della Scafa. In quella stessa area, nello scorso mese di marzo, erano già stati rinvenuti i resti di un'antica nave romana, di cui si è già riferito lo scorso 30 aprile (precedente articolo: "La nave romana di Ostia")

La prosecuzione dello scavo ha evidenziato che quella prima nave scoperta - convenzionalmente denominata "Isola Sacra 1" - presenta le caratteristiche costruttive di un natante destinato alla navigazione fluviale e marittima, con lo scafo a guscio portante (realizzato con la consueta tecnica a tenoni e mortase) e con la prua - com'è stato riferito - oppure, più verosimilmente, con la poppa "a specchio", ovvero piatta. Tale caratteristica ha fatto pensare allo scafo di una "horeia", che conosciamo da una sua rappresentazione nel grande mosaico di Altiburo (contorni riprodotti nell'immagine).

Sotto al relitto "Isola Sacra 1", lungo 12 metri, è stata ora scoperta anche una seconda nave ("Isola Sacra 2"), di dimensioni certamente più grandi della prima, visto che il tratto di fiancata finora messo in luce ha una lunghezza di 14 metri.

Nella stessa area sono stati altresì scoperti dei cospicui resti di strutture portuali, ad iniziare da un molo la cui costruzione appare databile fra il II ed il III sec. d.C.: è posto sull'antica linea di costa, e realizzato utilizzando la pozzolana, secondo la consueta tecnica romana descritta da Vitruvio per le opere marittime sommerse. Il tratto di molo finora liberato è lungo circa 30 metri ed ha una larghezza di 5 metri. Un'ulteriore struttura muraria rinvenuta potrebbe essere essere identificata, secondo una prima ipotesi, come la base di un faro. La presenza di un faro in prossimità dell'antica foce del Tevere era infatti già nota, ma si supponeva che i suoi resti fossero quelli che tuttora si vedono alla base della vicina torre medievale detta Tor Boacciana.

Altre informazioni sono presenti in un'apposita pagina del sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nonché in questa pagina del sito del quotidiano "il Messaggero" ed in altri articoli dello stesso "il Messaggero" e de' "il Tempo", presenti nella rassegna stampa del MIBAC.

Chi è iscritto a Facebook potrà trovare le stesse notizie e gli eventuali successivi aggiornamenti sulla pagina Roma Aeterna di Facebook (che usufruisce degli ottimi e puntuali contributi di Martin Conde).


30-IV-2011: La nave romana di Ostia.

Una grande nave in legno di epoca romana è stata scoperta in un terreno dell'Isola Sacra in prossimità del Tevere all'altezza degli scavi di Ostia Antica. In quell'area, gli archeologi stavano conducendo da cinque mesi degli scavi esplorativi propedeutici all'impianto del cantiere per la costruzione di uno dei pilastri del nuovo Ponte della Scafa, destinato a migliorare il collegamento stradale fra Ostia e Fiumicino. Nel corso di tali saggi di "archeologia preventiva", ad una profondità di circa quattro metri dal piano di campagna, è affiorato un tratto della parte superiore di una fiancata dell'antica nave lignea.

I resti della nave romana sono, al momento, ancora immersi nel fango argilloso umido, che ha preservato lo scafo e consentito l'eccellente conservazione del legno nell'arco di circa due millenni. Il tratto di scafo affiorante, lungo 11 metri, non include né la prora né la poppa (parti che saranno verosimilmente trovate nella prosecuzione dello scavo). Pertanto, quanto attualmente visibile non ha ancora consentito di stabilire a quale tipo di nave appartenga lo scafo, né quale ne siano state le dimensioni complessive. Qualcuno ha azzardato l'ipotesi di una lunghezza totale di 13 metri, ma in tal caso ciascuno dei due spezzoni mancanti (la prora e la poppa) avrebbe una lunghezza di un solo metro, il che appare decisamente insufficiente. In realtà quella valutazione è ancora del tutto prematura, visto che non sono noti né il tipo, né la larghezza, né il pescaggio, né l'approssimativa stazza della nave. In ogni caso, tutto lascia pensare che questa nave sia di dimensioni superiori a quelle finora ritrovate nell'antica aerea portuale di Roma.

Le poche parti affioranti hanno comunque consentito un'attendibile datazione della nave alla prima epoca imperiale. Ciò in quanto la tecnica costruttiva rilevata dall'osservazione del tratto emerso della fiancata corrisponde a quella in uso in quell'epoca, quando l'architettura navale sfruttava intensivamente le unioni ad incastro (come nella più raffinata architettura navale in legno tramandata fino a noi), astenendosi dall'uso di chiodi o altri rinforzi in ferro. In prossimità dello scafo sono stati anche rinvenuti dei resti di cordami: in particolare, nelle foto risulta ben visibile un tratto di cavo piano intrecciato a regola d'arte. Nello strato superficiale che è stato rimosso all'inizio dello scavo sono stati trovati frammenti di materiali vari che dimostrano che il sito venne frequentato almeno fino al IV secolo dell'era volgare.

Questo ritrovamento assume una particolare importanza perché si tratta della prima nave romana ad essere rinvenuta nelle vicinanze dell'antica città di Ostia. E' infatti noto che durante la costruzione dell'aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci (anni 1958-59), furono trovati in quell'area - a nord dell'Isola Sacra - i resti di sette scafi di varie dimensioni, da alcune piccole barche da pesca a navi onerarie di media grandezza (le due maggiori sono note come "Fiumicino 1" e "Fiumicino 2"), tutti esposti, a partire dal 1979, nel "Museo delle Navi" presente nei pressi dello scalo aeroportuale, laddove sono anche visibili dei tratti della diga foranea dell'antico porto imperiale (bacino di Claudio). Ma all'opposto lato dell'Isola Sacra, laddove l'imboccatura del Tevere accoglieva il primo porto marittimo dei Romani, non era finora stato trovato alcun resto di antiche navi.

La posizione del ritrovamento della nave è stata anch'essa valutata di notevole importanza, poiché parrebbe dimostrare che a quell'altezza passava l'antica linea di costa, arretrata di circa 4 chilometri rispetto alla costa odierna. Questo sarebbe vero qualora la nave fosse stata abbandonata (o affondata) nei pressi della riva e fosse poi stata progressivamente sommersa dal limo del Tevere. E' stato tuttavia anche ipotizzato che questa nave si trovasse in un terzo bacino portuale, distinto dal porto di Ostia e dal grande porto imperiale di Porto (bacini di Claudio e di Traiano). Vi potrebbe peraltro essere anche un'ulteriore ipotesi: quella della presenza di questa nave nel punto in cui il presunto grande canale di collegamento fra Porto ed Ostia andava a sfociare nel ramo ostiense del Tevere (vedi notizia del 12-VIII-2010).

Questi dubbi sono destinati ad essere chiariti dai risultati dei successivi scavi che verranno condotti nell'area, sia per liberare l'intero scafo della nave rinvenuta, sia per verificare l'eventuale presenza di altri analoghi scafi nelle vicinanze. E' stato tuttavia precisato che il lavori dovranno procedere con un'estrema cautela e con il ricorso a tecniche di conservazione altamente sofisticate per evitare che il legno si secchi. I lavori del ponte dovranno necessariamente attendere il completamento di tutte queste delicate operazioni.

Ulteriori informazioni, foto in alta definizione e video nella seguente pagina del sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


26-III-2011: II Salone dell'Editoria Archeologica a Roma

La seconda edizione del Salone dell'Editoria Archeologica di Roma, promosso dalla Ediarché Srl - Editoria per l'Archeologia, si terrà presso la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" dal 19 al 22 maggio 2011 (vedi la locandina).

In considerazione del successo conseguito dalla prima edizione del Salone dell'Editoria Archeologica (Roma, 20-23 maggio 2010), in cui la folta ed attenta partecipazione del pubblico ha costituito una testimonianza di interesse ed una richiesta di continuità, anche quest'anno la manifestazione sarà allestita al primo piano del prestigioso Museo Pigorini, dove protagonista assoluto sarà ancora il libro, come simbolo per eccellenza di cultura e libertà.

Come la scorsa edizione, vi saranno tavole rotonde di archeologia, presentazioni di libri, laboratori didattici per adulti e bambini, conferenze e lezioni universitarie di archeologia, storia antica e antropologia, cinema archeologico, visite guidate alle collezioni del Museo Pigorini, e per due giorni (20 e 21 maggio), un Convegno Internazionale di studi dal titolo "Antropologia e archeologia a confronto: rappresentazioni e pratiche del sacro" a cura di Luigi La Rocca e di Valentino Nizzo, autore dell'allegata sintesi dell'articolo di presentazione pubblicato sulla rivista Forma Urbis.

L'obiettivo degli organizzatori è che il Salone dell'Editoria Archeologica permanga un evento annuale e un punto di riferimento per quanti (accademici, professionisti, studenti, appassionati, curiosi) dedicano il loro tempo, o parte di esso, allo studio e alla conoscenza dell'antico, della storia, dell'archeologia, e della relativa editoria. Un investimento culturale dunque, con il proposito di portare i libri dove le persone si incontrano per condividere un progetto, un'idea, un'esperienza di comunicazione, e dove la storia antica e l'archeologia siano "testimonianze da conoscere, ricordi da esplorare, spazi da vivere".
[Approfondimenti sul sito di Ediarché srl]


12-VIII-2010: Grandioso canale costruito dai Romani nell'Isola Sacra

La sorprendente scoperta di un larghissimo canale romano è stata formalmente annunciata un mese fa, il 12 luglio, presso la British School di Roma, nel corso del convegno sul sito archeologico di Porto ("Portus Workshop") organizzato da Angelo Pellegrino (Direttore dell'Area Archeologica di Ostia e Porto) e Simon Keay (Università di Southampton e Scuola Britannica di Roma). In quella sede, in particolare, sono stati illustrati i risultati delle più recenti indagini archeologiche condotte nel sito di Porto nell'ambito del progetto internazionale "Portus Project", di cooperazione tra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ed i seguenti istituti britannici: Università di Southampton, Università di Cambridge e British School di Roma.
La notizia della scoperta del grande canale, subito divulgata dal sito del "Portus Project" e ripresa con ampio rilievo dal quotidiano britannico Daily Telegraph sotto il titolo "Scoperto il più grande canale mai costruito dai Romani" ('Biggest canal ever built by Romans' discovered), ha avuto finora ben scarsa eco presso le altre fonti mediatiche, forse a causa della difficoltà di raffigurarsi quest'opera nel suo contesto originario, ben poco conosciuto dal grande pubblico. Eppure si tratta di una novità tutt'altro che banale, proprio per la straordinaria importanza di quel sito marittimo, ignorato dai principali circuiti turistici. Vale quindi la pena riprendere la questione per meglio comprendere il funzionamento dell'articolato ed efficiente sistema dei porti fluviali e marittimi dell'antica Roma.

Porto è il nome italiano tuttora utilizzato per indicare la località ove sorgeva il grande complesso portuale di Roma imperiale, ovvero il maggiore di tutti i porti marittimi dell'antichità classica, dagli stessi Romani chiamato "Portus Augustus Urbis Romae", o "Portus Augustus", oppure semplicemente "Portus": Porto. Era infatti il porto per antonomasia, il centro e la meta privilegiata della vasta rete dei traffici commerciali marittimi che collegava tutte le coste dell'Impero, estendendosi anche alle regioni esterne più remote, verso nord (Mare del Nord e Mar Baltico), verso sud (coste dell'Africa equatoriale) e soprattutto verso il ricco Oriente, fino all'India ed alla Cina. Del grande porto imperiale, progettato da Cesare, iniziato da Claudio, inaugurato da Nerone e completato da Traiano, rimane qualche tratto del molo foraneo (nell'area dell'aeroporto Leonardo da Vinci), parte delle strutture portuali e dell'abitato (nel sito archeologico, parzialmente visitabile ed ancora in corso di indagine) e l'ampio bacino interno, perfettamente esagonale (odierno lago di Traiano). Per consentire la navigazione da Porto a Roma, il bacino portuale era stato collegato al Tevere attraverso un canale (la "Fossa Traiana", ovvero il Canale di Fiumicino) che costituisce da allora il ramo settentrionale del delta del fiume. L'Isola Sacra, delimitata dai due rami del predetto delta, separava quindi il nuovo porto imperiale dall'antico porto repubblicano di Ostia, cittadina che continuò comunque a mantenere un ruolo preminente per tutte le attività degli armatori navali e della gestione del commercio marittimo.
La perdurante vitalità di Ostia anche in epoca imperiale, quando la quasi totalità del traffico navale commerciale approdava a Porto, costituisce una peculiarità alquanto difficile da spiegare se si parte dal preconcetto che il nuovo porto imperiale avesse semplicemente soppiantato il vecchio approdo ostiense nel ruolo di porto marittimo di Roma. In tal caso, infatti, Ostia avrebbe inevitabilmente perso tutte le sue funzioni e sarebbe rapidissimamente scivolata verso un totale declino. Poiché questo non avvenne, si è pensato che Ostia avesse potuto mantenere il controllo delle attività marittime portuensi grazie alla sua stretta connessione con Porto. Le due città erano infatti collegate da un'ampia strada a doppia carreggiata, conosciuta come Via Flavia e di cui si vedono tuttora i resti presso la Necropoli dell'Isola Sacra. Ma anche questa spiegazione risultava alquanto insoddisfacente poiché non giustificava in modo convincente il carattere artificioso di quella soluzione, ben poco coerente con lo spirito organizzativo razionale e pragmatico dei Romani.

La scoperta annunciata dai ricercatori italiani e britannici del "Portus Project" sembra davvero poter aprire uno spiraglio promettente, configurando una stretta interconnessione diretta fra i due porti di Ostia e Porto, collegati da un ampio canale navigabile in modo da divenire due componenti pressoché paritetici di un unico grande complesso portuale marittimo. Naturalmente è ancora prematuro azzardare una ricostruzione degli effettivi criteri organizzativi a suo tempo adottati per rendere efficiente tale complesso, ma si può già intuire quanto impegno abbiano profuso i Romani per utilizzare nel modo più appropriato e coordinato tutte le infrastrutture portuali da essi realizzate alle foci del Tevere.

Per quanto concerne i particolari della scoperta vera e propria, ecco una sommaria versione italiana delle pertinenti parti del comunicato fornito dal "Portus Project":
" La squadra di ricercatori del "Progetto Portus" ha trovato ciò che pensiamo sia uno di più grandi canali mai costruiti dai Romani. La nostra ricerca di geofisica ha identificato ciò che sembra essere un canale largo 90 metri, che corre verso sud attraverso l'Isola Sacra dal porto marittimo di Porto al porto fluviale di Ostia. La nostra attuale ipotesi è che questo canale potesse permettere, a Porto, di trasferire il carico dalle grandi navi d'alto mare alle più piccole navi fluviali, e quindi di avviare quelle merci sul canale stesso fino ad Ostia per essere movimentato nel porto fluviale. Questo canale dovrebbe aver sostituito il presunto percorso terrestre lungo la Via Flavia. Il nostro ultimo lavoro fornisce un nuovo ed importante contributo per capire lo stretto rapporto che Porto ha mantenuto sia con Ostia che con Roma.
" Conosciamo altri canali contemporanei che erano larghi 20-40 metri, e già quelli erano molto grandi. Ma questo è più largo di qualsiasi altro da noi finora trovato a Porto. Esso era così grande che ci sembra vi sia stata un'isola al centro del suo corso e vi era un ponte che lo attraversava. Queste nuove informazioni accrescono ulteriormente la nostra comprensione della straordinaria rete commerciale che i Romani hanno sviluppato attraverso il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna all'Egitto ed all'Asia minore. [...]
" Le recenti scoperte geofisiche hanno ulteriormente evidenziato quanto poco si conosce su Porto rispetto alla vicina Ostia, e che molte scoperte che attendono di essere dissepolte possono aumentare la comprensione della complessa rete commerciale di Roma antica. "


Ulteriori informazioni
- sulla scoperta, nell'articolo del Daily Telegraph (11 luglio 2010)
- sul complesso portuale di Porto, nell'articolo "L'antico scalo di Portus" di Valerio Ricciardi.


15-VI-2010: Santa Severa (RM) - Conferenze estive al Museo del Mare e della Navigazione Antica

Dal 19 giugno al 25 settembre 2010, presso il Museo del Mare e della Navigazione Antica (Museo Civico Archeologico di Santa Marinella), sito nel Castello di Santa Severa (RM), sarà tenuto un importante ciclo di conferenze serali di divulgazione scientifica dal titolo "Cose, uomini e paesaggi del mondo antico". Le conferenze, tenute da studiosi particolarmente qualificati ed aperte alla partecipazione di tutti (ingresso gratuito), verteranno su di una serie di argomenti alquanto diversificati, in gran parte legati al tema della navigazione antica.
Il programma particolareggiato è il seguente:

Sabato 19 giugno ore 21.15
Navi e medicina: navi e malattie al tempo delle grandi scoperte geografiche
Dott. Onorio Li Causi (Medico, neuropsichiatra Ospedale San Camillo di Roma)

Sabato 26 giugno ore 21.15
Le vie sotterranee dell'acqua e la speleologia subacquea. Esperienze, immagini e proiezione di "Panta Rei: tutto scorre"
Dott. Mario Mazzoli (ASSO: Archeologia Subacquea Speleologia e Organizzazione)

Sabato 10 luglio ore 21.15
Quando i Romani andavano in America: scienza e conoscenza degli antichi esploratori
Dott. Elio Cadelo (Giornalista scientiñco RAI, scrittore)

Venerdi 16 luglio ore 21.15
Il comprensorio archeologico di Monte Tosto e la via Caere Pyrgi: ricerche in corso
Dott.ssa Barbara Belelli Marchesini, Dott.ssa Cristina Biella, Dott.ssa Laura Maria Michetti (Università di Roma "La Sapienza"), Dott. Vincent Jolivet (CNRS Paris)

Sabato 17 luglio ore 21.15
Il periplo del Mare Eritreo: i Romani in India
Dott. Giuseppe Fort (Università Popolare di Roma)

Sabato 24 luglio ore 21.15
La Sacra Sindone alla luce delle ultime scoperte scientifiche
Renato Tiberti (Gruppo Archeologico del Territorio Cerite)

Venerdi 6 agosto ore 21.15
Il relitto dei Sarcofagi di San Pietro in Bevagna (Taranto)
Dott. Roberto Petriaggi (Direttore del Nucleo Interventi di Archeologia Subacquea dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro), Prof.ssa Barbara Davidde (Università di Roma Tre)

Giovedi 12 agosto ore 21.15
Il Relitto dei Dolia di Ladispoli: una nave cargo di epoca romana. Dallo scavo al museo
Dott. Flavio Enei (Museo del Mare e della Navigazione Antica)

Sabato 21 agosto ore 21.15
Caravaggio e Pantico: le tracce dell'archeologia nella pittura
Dott.ssa Nicoletta Retico (Storica dell'arte - Responsabile Progetto Caravaggio 400)

Giovedì 26 agosto ore 21.15
Publio Virgilio Marone: le Bucoliche tradotte in endecasillabi
Prof. Luciano Pranzetti (Studioso di Lettere antiche) (legge il Prof. Nando Bianchi)

Sabato 28 agosto ore 21.15
La lista nera. l'assalto ai beni culturali italiani. Storie di traffici internazionali
Stefano Alessandrini (Consulente recupero opere d'arte Ministero Beni e Attività Culturali)

Venerdi 3 settembre ore 18.00
Nuove scoperte ed ultime notizie in ambito antropologico: uno spaccato sulla popolazione medievale di Santa Severa
Prof.ssa Olga Rikards, Dott.ssa Micaela Gnes (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)

Sabato 4 settembre ore 18.00
Castrum Novum: storia e archeologia di una città antica da riscoprire. Un progetto di ricerca italo-francese a Santa Marinella
Prof.ssa Sara Nardi (Université de Picardie, Amiens), Prof.ssa Marie Laurence Haack (École Normale Supérieure, Paris), Prof. Gregoire Poccardi (Université de Lille III), Dott. Flavio Enei (Museo del Mare e della Navigazione Antica)

Giovedi 16 settembre ore 18.00
Gli Etruschi, Roma e Cartagine all'epoca di Thefarie Velianas
Prof. Giovanni Colonna (Università di Roma La Sapienza)

Sabato 25 settembre ore 18.00
La tomba etrusca e il paesaggio immaginario tra la terra e l'aldilà
Prof. Paolo Brocato (Università della Calabria - Dip. di Archeologia)

Il Museo del Mare e della Navigazione Antica, istituito nel 1993 (Museo Civico di Santa Marinella) ed interamente rinnovato nel 2005 a cura del suo direttore, l'archeologo Flavio Enei, illustra gli aspetti salienti della navigazione antica attraverso un gran numero di reperti originali e di modelli ricostruttivi. Esso è collocato nella fascinosa cornice del Castello di Santa Severa, eretto nel medioevo sul sito dell'etrusca Pyrgi, uno dei più antichi porti del Tirreno, molto fiorente anche in età romana. L'attuale allestimento del museo offre un percorso espositivo e didattico che si snoda lungo sette sale, initolate, nell'ordine: l'archeologia subacquea, gli antichi sugli oceani, la navigazione arcaica, gli apparati di sentina, la navigazione a vela, le navi da trasporto, Pyrgi sommersa. Mentre la terza sala è specificamente dedicata alla navigazione arcaica di Etruschi, Fenici e Greci, le altre si riferiscono prevalentemente alle navi romane, che sono ovviamente quelle più conosciute, visto che sono stati proprio i Romani a conferire il massimo impulso alla navigazione, moltiplicando i cantieri navali, migliorando le tecniche di costruzione delle navi e le dotazioni di bordo, potenziando porti ed opere marittime, e collegando Roma con tutte le sponde dello sconfinato impero mediante una fittissima rete di linee di comunicazioni marittime, che si estesero progressivamente fino agli estremi limiti del mondo conosciuto.

[Ulteriori elementi nel sito del Museo del Mare e della Navigazione Antica]


5-VI-2010: Aria nuova a Pompei

Due importanti novità per il sito archeologico di Pompei sono state annunciate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Da un lato, l'avvio dell'operazione decoro, ovvero del primo piano di riqualificazione e di arredo urbano nella città antica, con un investimento di oltre 400.000 euro; dall'altro, l'imminente entrata in vigore, a partire dal 1° luglio, della nuova regolamentazione per la riorganizzazione e la razionalizzazione dell'attività delle guide turistiche a Pompei, al fine di migliorare l'accoglienza ai turisti.

Nell'ambito dell'operazione decoro, è inclusa la rimozione delle reti di plastica arancione, dei cordoni e paletti usurati, delle recinzioni di legno deteriorato e dei cancelli fatiscenti, mentre si provvede alla graduale installazione di nuovi elementi più rispondenti all'ambiente ed alle esigenze dei visitatori, con l'inserimento di paline informative e servizi. In particolare, entro l'estate dovrebbe concludersi l'intervento relativo alla segnaletica, sopperendo ad una carenza storica del sito di Pompei. In alcuni casi, come quello del Termpolio, si è provveduto ad una autentica musealizzazione del sito, con la sistemazione di pannelli trasparenti, non invasivi. Una specifica segnaletica è stata ideata per l'itinerario ciclo-pedonale lungo le mura (percorso "Bike") e per il percorso facilitato per visitatori con ridotte capacità motorie (percorso "Friendly").

Per quanto concerne la riorganizzazione dell'attività delle guide turistiche a Pompei, il nuovo regolamento è stato messo a punto con la collaborazione delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali, al fine di premiare la competenza e la professionalità e contrastare l'abusivismo e l'improvvisazione. Tutti e tre gli ingressi degli scavi di Pompei (Porta Marina, Porta Anfiteatro e Piazza Esedra) verranno dotati di una postazione permanente con personale dedicato a cui faranno capo esclusivamente le guide abilitate dalla Regione Campania, nonché postazioni d'attesa per le guide stesse. Le guide si iscriveranno tutti i giorni, al momento del loro arrivo alle tre postazioni degli ingressi, e riceveranno un badge di riconoscimento. Ogni postazione accoglierà le richieste di servizio da parte dei visitatori e provvederà all'organizzazione delle guide, iscritte in ordine di arrivo, che dovranno essere disponibili entro 15 minuti dalla chiamata. Lo scorrimento della lista delle guide avverrà anche in funzione della lingua richiesta dagli utenti al momento della prenotazione. Le tariffe regionali saranno ben evidenziate cosi come riconoscibili al visitatore saranno le stesse guide che e dovranno tenere esposto un documento identificativo corredato da fotografia non falsificabili.
Per le guide è stato previsto anche un codice deontologico, condiviso con le associazioni di categorie, nel quale si richiede il rispetto dei colleghi, dei turisti e dei gruppi, oltre che del sito archeologico. In particolare, sarà vietato ingaggiare clienti nelle aree circostanti gli scavi archeologici, pena l'esclusione dall'iscrizione giornaliera e la denuncia. I compensi saranno corrisposti alle postazioni dietro presentazione di fattura, ricevuta o nota di liquidazione. Sono previste anche indagini presso gli utenti per valutare la soddisfazione dei gruppi gestiti dalle guide.

Nel sito di Pompei è ormai imminente la riapertura del Teatro Grande, con il concerto straordinario del maestro Riccardo Muti (10 e 11 giugno). La stagione estiva proporrà due mesi di lirica, concerti, danza ed eventi.
Altri segnali positivi per il rilancio di Pompei arrivano anche dall'afflusso dei turisti nei primi cinque mesi dell'anno: i visitatori sono stati 806.272, con un incremento di oltre 11 per cento rispetto al 2009. La crescita riguarda anche il totale delle presenze dei cinque siti archeologici vesuviani, che hanno già superato il milione di visitatori (più 8,36 rispetto al 2009).
[Ulteriori elementi nelle seguenti due pagine del sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: operazione decoro e guide turistiche]


18-V-2010: Conferenza "La strategia navale di Roma imperiale"

Nell'ambito del I Salone dell'Editoria Archeologica di Roma, sono state programmate varie iniziative culturali (fra le quali un importante convegno e quattro tavole rotonde), i cui lineamenti di massima sono indicati nel relativo comunicato stampa.
Fra le varie iniziative programmate, nel pomeriggio di domenica 23 maggio, a partire dalle 14, è previsto l'evento "DIVINA…MENTE. Il regalo di Dioniso all'uomo": conferenze, documentari e incontri sul tema del vino nell'antichità, iniziativa promossa da "Lazio Autoctono".
In una delle conferenze incluse in tale contesto (sempre nel pomeriggio di domenica 23 maggio), l'ammiraglio Domenico Carro illustrerà l'impegno romano nel tutelare il mantenimento della pace sul mare in tutto il periodo dell'alto Impero, consentendo un eccezionale incremento dei traffici marittimi, a beneficio sia del commercio diretto ad Ostia e Porto (incluso ovviamente il trasporto delle anfore di vino), sia degli scambi culturali. Ricollegandosi alla nota frase di Augusto "mare pacavi a praedonibus", l'intervento è stato intitolato "Mare pacato: la strategia navale di Roma imperiale" (naturalmente l'aggettivo pacato è usato nel suo primo significato di "pacificato").

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